Fire & Grace
...Pregunta una cosa y serás ignorante durante unos minutos, no la preguntes y lo serás siempre...
sabato, 04 luglio 2009, 09:35
Poscritto
E qualche volta trovate il tempo di andare in auto
ad ovest
in County Clare, lungo la Flaggy Shore,
a settembre o ottobre, quando il vento
e la luce si azzuffano così che da un parte
l’oceano è pazzo di schiuma
e bagliori, e all’interno fra le pietre
la superficie di un lago color ardesia è illuminata
dal lampo terrestre di uno stormo di cigni,
le piume scompigliate e soffiate, bianco su bianco,
le teste adulte dall’aria ostinata
sommerse o affioranti o indaffarate sott'acqua.
Inutile pensare di posteggiare e cogliere la scena
più completamente. Non sei né qua né la,
una fretta per cui passano cose note e ignote
mentre forti morbide folate prendono l’auto di sbieco
e sorprendono il cuore sovrappensiero e lo aprono
d’un soffio.
Seamus Heaney
venerdì, 03 luglio 2009, 09:37
Después, mucho después
es su huella de sed
el secreto que dejan las lluvias
en los ojos que
reflejan su caída.
he mirado a los muertos
en los ojos
y bebido mi saliva buscando
pan en mi boca
y supe de otra
huella,
la que nace al arrojarse
desde la propia
caída,
surco en la sed, en la sed de
no ser uno
o en dejar de serlo
mirando caer las lluvias.
Hugo Mujica
giovedì, 02 luglio 2009, 09:31
Che ci portiamo addosso il nostro peso
lo so, che schermaglia d’amore è adattamento,
guizzo, resistenza necessaria perché baci
la nostra storia i nostri uomo-donna
non solo all’ombra dei parchi
l’imparo ora, forse.
Oh, ma scompagina come il vento
freddo di viale Piave i giorni scorsi, e spaura,
quanto di me non solo porto
sulle spalle, ma mi tocca travasare
adattare al tuo fusto flessibile
e scontroso.
Io che speravo
necessario e sufficiente solo il fiore
che affiora, tocco con le carezze oltre che il tuo
fusto flessibile lo specchio la certezza
di come sia insufficiente il mio amore
per la tua capacità di comprenderlo,
per la tua capacità di comprenderlo
come sia immane il mio bisogno d’amore.
Elio Pagliarani
mercoledì, 01 luglio 2009, 22:54
Quando la notte vado sola al mio appuntamento d'amore,
gli uccelli non cantano, il vento non soffia, le case
ai lati della strada sono silenziose.
Solo i miei bracciali tintinnano a ogni passo
e io me ne vergogno.
Quando siedo al balcone e ascolto giungere
i suoi passi, non c'è stormire di foglie sui rami,
l'acqua del fiume è ferma, come la spada
sulle ginocchia d'una sentinella addormentata.
Solo il mio cuore batte con violenza
e io non so come tranquillizzarlo.
Quando il mio amore arriva e siede vicino a me,
quando il mio corpo freme e le mie palpebre s'abbassano,
la notte s'oscura, il vento spegne la lampada
e le nuvole velano le stelle.
E' allora che il gioiello sul mio seno scintilla,
e io non so come nasconderlo.
Rabindranath Tagore

Silent blue night - foto di Fukuda
mercoledì, 01 luglio 2009, 09:15
Parlammo sicuri tra belle acque
bagnate da tamerici
e accordammo parole, quiete le nostre mani
– ricche in oro estorto –
e le fronti alte e assolate
dalle molte ore trascorse.
Dicevamo quello che non volevamo dire
e tacevamo le intenzioni amare;
immensamente gentili,
noi – i mortali, i non amati –
vegliavamo su rispettabili leggi
umane.
Cosí, vedevamo cavalcare Ciro il nobile,
l’eletto, prudente sin dall’infanzia.
E noi, corruttibili e accecati dalla
bellezza del suo aspetto, muti
e silenziosi
dietro lo scudo di suo fratello Artaserse.
Susanna Rafart
Entre el cielo y la tierra - foto di Popewan
martedì, 30 giugno 2009, 09:13
Abdicación
Tómame, oh noche eterna, en tus brazos
y llámame hijo.
Yo soy un rey
que voluntariamente abandoné
mi trono de ensueños y cansancios.
Mi espada, pesada en brazos flojos,
a manos viriles y calmas entregué;
y mi cetro y corona – yo los dejé
en la antecámara, hechos pedazos.
Mi cota de malla, tan inútil,
mis espuelas, de un tintineo tan fútil,
las dejé por la fría escalinata.
Desvestí la realeza, cuerpo y alma,
y regresé a la noche antigua y serena
como el paisaje al morir el día.
lunedì, 29 giugno 2009, 08:49
Spiegazione necessaria
Ci sono versi – a volte poesie intere –
che neanch’io so cosa voglion dire. Quello
che non so
mi trattiene ancora. E tu hai ragione a chiedere.
Ma non chiedere a me.
Ti ho detto che non so.
Due luci parallele
dallo stesso centro. Il rumore dell’acqua
che cade, d’inverno, dalla grondaia colma
o il rumore di una goccia che stilla
da una rosa nel giardino annaffiato
lentamente, lentamente, una sera primaverile
come il singhiozzo di un uccello. Non so
cosa vuol dire questo rumore; e tuttavia l’accetto.
Le cose che so te le spiego. Non mi dimentico.
Ma anche queste cose aggiungono qualcosa
alla nostra vita. La guardavo
mentre dormiva, il ginocchio piegato ad angolo
sul lenzuolo –
Non era solo l’amore. Questo angolo
era il crinale della tenerezza, e il profumo
del lenzuolo, di pulito e di primavera completavano
quell’inspiegabile che ho tentato, ancora
inutilmente, di spiegarti.
Ghiannis Ritsos
domenica, 28 giugno 2009, 09:00
CANCIÓN DONDE SE EXPLICA, BIEN EXPLICADO, QUE AL PRONUNCIAR UNA SOLA PALABRA PUEDES HACER TU BIOGRAFÍA
A Dámaso Alonso
La palabra que decimos
viene de lejos,
y no tiene definición,
tiene argumento.
Cuando dices: nunca,
cuando dices: bueno,
estás contando tu historia
sin saberlo.
Luis Rosales

sabato, 27 giugno 2009, 09:44
nei filari del risveglio
E' così la voce del sogno,
quando nella notte
ogni sospiro si spoglia della mia carne
e diventa canto.
Le ombre si placano,
come trasportate dalla terra al cielo,
nella gola roca delle stelle.
Divento una donna che sogna
abbracciata alla corteccia del melo,
con un'ombra che dall'abbandono
si allontana.
Ho amato tanto,
lo ricordo alla voce stanca del giorno
impigliata alla vite spezzata
nei filari del risveglio.
Beatrice Niccolai
Smoky Trees, Border of Brazil and Bolivia - Foto di Cabell Cox
venerdì, 26 giugno 2009, 09:16
Non dà sollievo il tempo; mentivate
dicendo che sarebbe stata breve
la mia pena. Lo sento nella pioggia
che piange, alla marea che si ritira;
sciolte le vecchie nevi ad ogni picco,
le foglie dell’altr’anno son fumo sui sentieri;
non cosí per l’amaro della morte,
che resta, opprime il cuore, abita in me.
Ho paura di andare in troppi luoghi
che traboccano della sua memoria.
E se respiro in qualche quieta stanza
ignota al passo e al volto luminoso,
dico “non c’è memoria, qui, di lui”
e resto frastornata a ricordarlo.
Edna St. Vincent Millay
giovedì, 25 giugno 2009, 09:00
Respiro del tramonto
Loquacità cialtrona degli uccelli
Sibilo molle della terra
Quando la luce del giorno non è offesa
e il buio non occulta ogni rumore
È ai confini
In taluni passaggi della vita
Che il dolore
Assume la dolcezza di una culla
Resisto come bimba
Al suo sopirsi
La pena
mi pare universale,
possiede il suono
del moto dei pianeti
e come il sole transita.
Anna Torre
mercoledì, 24 giugno 2009, 09:28
Poesia d'amore
Le grandi notti d' estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.
Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l' anima.
E baci perdutamente
sino a che l' arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.
Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch' esisti è vero.
Da quanto t' ho cercata.
Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.
E il bacio che cerco è l' anima.
Alfonso Gatto
martedì, 23 giugno 2009, 08:41
LA VENTANA
Cuánta tristeza en una hoja del otoño,
dudosa siempre en último extremo si presentarse como cuchillo.
Cuánta vacilación en el color de los ojos
antes de quedar frío como una gota amarilla.
Tu tristeza, minutos antes de morirte,
sólo comparable con la lentitud de una rosa cuando acaba,
esa sed con espinas que suplica a lo que no puede,
gesto de un cuello, dulce carne que tiembla.
Eras hermosa como la dificultad de respirar en un cuarto cerrado.
Transparente como la repugnancia a un sol ubérrimo,
tibia como ese suelo donde nadie ha pisado,
lenta como el cansancio que rinde al aire quieto.
Tu mano, bajo la cual se veían las cosas,
cristal finísimo que no acarició nunca otra mano,
flor o vidrio que, nunca deshojado,
era verde al reflejo de una luna de hierro.
Tu carne, en que la sangre detenida apenas consentía
una triste burbuja rompiendo entre los dientes,
como la débil palabra que casi ya es redonda
detenida en la lengua dulcemente de noche.
Tu sangre, en que ese limo donde no entra la luz
es como el beso falso de unos polvos o un talco,
un rostro en que destella tenuemente la muerte,
beso dulce que da una cera enfriada.
Oh tú, amoroso poniente que te despides como dos brazos largos
cuando por una ventana ahora abierta a ese frío
una fresca mariposa penetra,
alas, nombre o dolor, pena contra la vida
que se marcha volando con el último rayo.
Oh tú, calor, rubí o ardiente pluma,
pájaros encendidos que son nuncio de la noche,
plumaje con forma de corazón colorado
que en lo negro se extiende como dos alas grandes.
Barcos lejanos, silbo amoroso, velas que no suenan,
silencio como mano que acaricia lo quieto,
beso inmenso del mundo como una boca sola,
como dos bocas fijas que nunca se separan.
¡Oh verdad, oh morir una noche de otoño,
cuerpo largo que viaja hacia la luz del fondo,
agua dulce que sostienes un cuerpo concedido,
verde o frío palor que vistes un desnudo!
Vicente Aleixandre

lunedì, 22 giugno 2009, 08:57
Nessuno può negarmi la pace
e nulla può darmela
posso solo raccoglierla
all'imbrunire del canto
quando l'oscurità manda in frantumi la luce
e la stanchezza mi rende roca la voce...
Stanotte è tutto così intimorito ed esitante
che è l'anima a chiedersi se il corpo le sopravvivrà
in quest'avvenire senza presente.
Lucianna Argentino
sabato, 20 giugno 2009, 08:44
Mandami una fotografia
perché non ho più nascita
essendo tutta nel contrario di te
sei apparso
con un berretto d’inverno nevicato
e sono stata betulla d’estate
e verde intrepido
stagione del cielo
al mio fianco sempre
spedisci una fotografia
al luogo più solitario di te
dove sto in silenzio
avendo già rischiato ciò che non passa
avanzo compita composta
clandestina
troppo piena di te da essere
perforata a ogni tuo incedere
d’amore
Anna Buoninsegni
Hot air balloons - foto di James Wheeler
venerdì, 19 giugno 2009, 09:26
EL SUEÑO
Por una espesa y honda
avenida de árboles que unen
en lo alto su copa y pesadumbre
el sueño avanza.
Abre sus grandes alas,
sus poderosos brazos
de lenta sombra y noche grande: cierra
contra todo horizonte.
En el centro del aire
cabecea un navío,
rodeado de enormes
territorios de sueño.
El sueño avanza: pone
su silenciosa planta
en el umbral de nuestra
transitoria vigilia.
Acaricia y golpea,
llama con voz suave
y entra como un río
de seguro poder.
El sueño halaga,
porfía y nos rodea,
hasta que al fin caemos
en su seno girando
como plumas, girando
interminablemente.
Ésta es la inerme paz, la sosegada
mentira de la sombra.
El sueño multiplica
su rostro en un espejo
sin fin: vértigo quieto, inmóvil
torbellino.
¡Gritad! Pero no; el grito
es también sueño. Ahora su dominio.
Potestad de la noche.
José Ángel Valente
booooring - foto di Ezra Caldwell fast boy
giovedì, 18 giugno 2009, 10:05
Anello
Quando la passione dura, tutto un mondo
scompare
e la tua mano non è più la tua mano
e la mia mano non è più nella tua.
Quando sto con il mio silenzio nel tuo
il mio silenzio splende di giovinezza
e un mondo che era nascosto riappare.
Pierluigi Cappello
mercoledì, 17 giugno 2009, 23:04
Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto -
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
cosí difficile
Erich Fried

Zen (Version 3) - foto di zenonline
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